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Al Pala BigMat allenamento congiunto con la Savino Del Bene. Coach Orefice promosso al debutto: “Gran bell’atteggiamento”
Dopo tre settimane di intensa preparazione in palestra, Il Bisonte Firenze ha svolto al Pala BigMat il suo primo allenamento congiunto stagionale affrontando la Savino Del Bene Scandicci. Un test a ranghi ridotti per entrambe le formazioni di Serie A1, che ha fornito ottime indicazioni agli staff tecnici.
L’andamento del test al Pala BigMat
Il confronto si è sviluppato su quattro set con formule e punteggi speciali:
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Primo set: vinto da Il Bisonte per 25-24 (con rotazioni bloccate e palla di conferma).
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Secondo e terzo set: a favore di Scandicci (20-25, 23-25).
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Quarto set: disputato con punteggio classico a 25 partendo dal secondo o dal terzo tocco, conquistato ai vantaggi da Scandicci per 28-30.
Nonostante le numerose assenze per gli impegni delle Nazionali e qualche riposo precauzionale, coach Alessandro Orefice ha dato ampio spazio alle rotazioni, lanciando in campo dal primo minuto Boldini, Lokhmanchuk, Tanase, Zojzi, Caruso, Piacentini e Fanfani, per poi inserire Agrifoglio e le giovanissime del vivaio (Pugi, Del Furia, Boldrini e Mari).
Il commento di coach Alessandro Orefice
“Oggi è stato un gran bel test: sono rimasto molto soddisfatto nel vedere le giocatrici piĂą esperte aiutare le piĂą giovani. In questo momento stiamo insistendo molto sulla comunicazione in campo e il sistema ha funzionato bene. Mi è piaciuto l’atteggiamento, c’era molta energia e le ragazze del settore giovanile hanno giocato senza paura. Siamo sulla buona strada per costruire qualcosa di importante”.
Sintesi del match e assenze
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Il Bisonte Firenze: assenti le nazionali Milošič, Damaske, Cugno e Baird, oltre a Valoppi e Acciarri a riposo.
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Savino Del Bene Scandicci: coach Gaspari privo di Ognjenović, Van Ryk, Bergmann, Skinner e Nwakalor, con spazio alle giovani della B1.
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Focus tattico: lavoro intensivo sulla comunicazione di squadra, sulla fase di ricostruzione e sull’integrazione dei giovani talenti del vivaio.



Photo credit: Maurizio Anatrini
