Nasce all’interno del Campo Assi Giglio Rosso, dalla collaborazione tra Assi e Firenze Orienteering, il primo spazio permanente dedicato a questa disciplina. Un progetto per avvicinare bambini, ragazzi e adulti a uno sport che unisce corsa, orientamento, capacità di osservazione e lettura delle mappe.
Firenze ha il suo primo campo fisso di orienteering. Una novità importante per la diffusione di una disciplina ancora poco conosciuta, ma capace di coinvolgere persone di tutte le età, mettendo insieme attività fisica, natura e capacità di orientamento.
Il nuovo percorso è stato inaugurato all’interno del Campo Assi Giglio Rosso, grazie alla collaborazione tra Assi e Firenze Orienteering. A realizzare la mappa e ad allestire il campo è stata Tessa Bambi, tecnico della società fiorentina, che ci racconta il significato di questa iniziativa e le opportunità che potrà offrire.
Tessa, perché è così importante avere finalmente un campo fisso di orienteering a Firenze?
«Avere un campo fisso è una base di partenza fondamentale per far conoscere questo sport a tante persone. Normalmente i campi di orienteering vengono allestiti per consentire ai nostri atleti di svolgere gli allenamenti e poi vengono smontati. In questo modo, però, diventa difficile far conoscere la disciplina a chi ancora non la pratica.
Con un campo permanente possiamo dare maggiore visibilità all’orienteering e offrire a tutti gli atleti degli Assi la possibilità di conoscerlo e provarlo. Per il futuro mi piacerebbe anche riuscire a trovare una formula che permetta l’accesso alla struttura agli utenti esterni e, perché no, anche ai turisti che visitano Firenze e desiderano trascorrere un pomeriggio sulla collina del Piazzale Michelangelo in maniera diversa e originale».
Ma per chi ancora non lo conoscesse, che cos’è esattamente l’orienteering?
«È conosciuto anche come lo sport dei boschi, perché nasce dall’esigenza di raggiungere rapidamente un punto in un ambiente naturale dove non sempre esistono sentieri o indicazioni.
Oggi si pratica sia nei boschi sia nei centri urbani. È una gara di corsa nella quale bisogna raggiungere una serie di punti di controllo e arrivare al traguardo nel minor tempo possibile. La particolarità è che il percorso non è indicato a terra: ciascun partecipante deve scegliere autonomamente la strada da seguire, interpretando e leggendo la mappa.
Non è quindi soltanto uno sport che richiede preparazione fisica, ma anche capacità di osservazione, rapidità nel prendere decisioni e abilità nella lettura del territorio».
A quale età si può cominciare? È uno sport adatto anche a chi non ha mai praticato attività simili?
«Si può iniziare già a 7-8 anni, ma una delle caratteristiche più belle dell’orienteering è che non esiste un limite legato all’età. Si può cominciare anche a 40 o 60 anni, pur non avendo mai praticato prima.
Si parte imparando a leggere la mappa camminando, senza fretta, e successivamente, per chi lo desidera, si può passare a svolgere il percorso correndo. Ognuno può trovare il proprio ritmo e il proprio livello».
Parliamo della vostra società. Come nasce Firenze Orienteering?
«Firenze Orienteering è nata 22 anni fa grazie a Pierluigi Cantini, ex professore di educazione fisica, che ancora oggi rappresenta una colonna portante della società. Io sono un po’ il braccio operativo: organizzo gli allenamenti e accompagno i ragazzi nei boschi, insegnando loro a leggere le mappe e a riconoscere le forme del terreno, imparando a collegare ciò che vedono sulla carta con la realtà.
Negli ultimi anni abbiamo ottenuto risultati importanti anche a livello nazionale. Tra questi ci sono i due titoli italiani conquistati da Agata Soldaini, uno nella specialità bosco e uno in quella urbana, nelle categorie 12 e 14 anni.
Anche la nostra squadra Junior ha ottenuto un bel risultato, classificandosi al 18° posto in Italia nel 2025.
Abbiamo un bel gruppo di ragazzi e ragazze dai 12 anni in su, ma anche diversi adulti. Alcuni sono genitori che inizialmente accompagnavano i figli agli allenamenti e che, incuriositi, si sono appassionati a loro volta, arrivando anche a partecipare alle gare».
A chi si rivolge, quindi, il nuovo campo fisso inaugurato agli Assi?
«A bambini, ragazzi e adulti di tutte le età che hanno voglia di camminare, stare all’aria aperta e praticare attività fisica, mettendosi alla prova con una mappa e cercando di capire quale sia il percorso migliore da seguire.
Il campo è pensato soprattutto per chi ancora non conosce l’orienteering, ma è incuriosito da questa disciplina e vorrebbe provare. È un’occasione per avvicinarsi allo sport in modo semplice e divertente, scoprendo che orientarsi non significa soltanto correre, ma anche osservare, ragionare e imparare a conoscere lo spazio intorno a noi».
Un nuovo spazio sportivo per Firenze, dunque, ma soprattutto uno strumento per far crescere una disciplina che ha molto da offrire. Grazie alla collaborazione tra Assi Giglio Rosso e Firenze Orienteering, l’orienteering potrà finalmente contare su un punto di riferimento permanente in città, con l’ambizione di coinvolgere nuovi appassionati e avvicinare allo sport generazioni diverse.

