A volte le storie più forti nascono nei luoghi più difficili. Ed è proprio così per la Asd Solliccianese, la nuova polisportiva presentata a Palazzo Vecchio, che rappresenta le attività sportive promosse da Uisp Firenze all’interno degli istituti penitenziari di Sollicciano e Gozzini.
Una squadra, sì. Ma soprattutto un progetto sociale, educativo e umano.
Un’idea che parte da lontano
La Solliccianese non nasce dal nulla. È il risultato di anni di lavoro degli operatori Uisp nelle carceri fiorentine, dove lo sport è diventato uno strumento di dialogo, crescita e speranza. Oggi questo percorso prende forma in una vera polisportiva, che unisce calcio, pallavolo, corsa e altre discipline, offrendo ai detenuti uno spazio in cui sentirsi di nuovo parte di qualcosa.
A presentare il progetto c’erano istituzioni e realtà del territorio: l’assessora allo sport Letizia Perini, l’assessore al welfare Nicola Paulesu, la direttrice del carcere di Sollicciano Valeria Vitrani, la presidente Uisp Firenze Gabriella Bruschi e Franco Dardanelli, segretario Uisp e futuro presidente della Solliccianese.
Un campionato che unisce “dentro” e “fuori”
Il primo grande passo sarà il campionato di calcio UISP a squadre miste, dove detenuti, istituzioni e associazioni cittadine giocheranno insieme. Un torneo che porta un nome speciale: Nicola Zuppa, storico educatore degli istituti penitenziari fiorentini, scomparso nel 2016.
La Solliccianese affronterà:
Istituto Superiore Leonardo da Vinci
Palazzo Vecchio Football Club
San Michele Progetto Dentro Fuori
Ussi Toscana
Rondinella del Torrino
Vigili del Fuoco
Le partite si giocheranno tra il campo interno di Sollicciano, il Velodromo delle Cascine e il Centro Sportivo La Trave – Niccolò Galli.
Il debutto
La prima partita è fissata per 28 febbraio, alle ore 10, proprio dentro l’istituto:
Solliccianese – Ussi Toscana.
Un evento simbolico, che segna l’inizio di qualcosa di nuovo.
“Lo sport è libertà”
Le parole dell’assessora Letizia Perini spiegano bene il senso di tutto questo:
“Lo sport significa libertà, autonomia, educazione e benessere. In carcere è ancora più importante, perché regala salute e speranza. Questo campionato sarà anche un’occasione di incontro tra chi è dentro e chi è fuori.”
