Gianluca Santini, tackle sinistro è il capitano dei Guelfi Firenze, una delle figure più rappresentative del football italiano. Con un’esperienza che attraversa anni di successi e difficoltà, ha contribuito in modo fondamentale alla conquista del secondo scudetto della squadra, ottenuto nel 2025 con una storica “perfect season” di 12 vittorie su 12 partite. Il trionfo, arrivato sul palcoscenico internazionale del Glass Bowl di Toledo, negli Stati Uniti, segna un nuovo capitolo nella sua carriera e in quella dei Guelfi..
FS: Gianluca, lei è uno dei volti storici dei Guelfi: cosa significa per lei vincere questo secondo scudetto, per di più in America?
GS: Questa vittoria è stata voluta fortemente da tutta la squadra ed è arrivata. L’esperienza americana è stata una bella cornice di quest’opera.
FS: Ha vissuto le finali perse nel 2023 e 2024: quanto era forte la voglia di riscatto in questa stagione?
GS: Dopo due sconfitte di fila, una più amara dell’altra, c’era tanta voglia di dimostrare… e l’abbiamo fatto. Leave no doubt.
FS: Il titolo 2025 è arrivato con una ‘perfect season’ da 12‑0: cos’ha avuto di speciale questo gruppo rispetto agli altri anni?
GS: Quest’anno c’era tanta fame e tanta gente che gioca per la maglia. Tutti si sono messi a disposizione senza fare domande. Coach is a coach, player is a player.
FS: Com’è stato giocare nel Glass Bowl di Toledo, davanti a migliaia di americani, rappresentando l’Italia?
GS: Giocare al Glass Bowl è stata una bella emozione e dà un senso al nostro percorso sportivo. Ho sentito tante critiche, ma per me è un’iniziativa straordinaria.
FS: Lei è un riferimento nello spogliatoio da anni: che tipo di mentalità ha cercato di trasmettere ai più giovani della squadra?
GS: Il lavoro e i sacrifici ripagano sempre. Non puntare il dito verso chi sbaglia e controllare quello che si può controllare.
FS: Dal punto di vista fisico ed emotivo, come riesce a mantenere questo livello di intensità dopo così tante stagioni?
GS: Con la costanza negli allenamenti e scegliendo le mie priorità con attenzione.
FS: Com’è cambiato il football italiano dai suoi esordi a oggi? Cosa la sorprende di più dell’evoluzione della IFL?
GS: La velocità di gioco e l’atleticità dei giocatori… soprattutto delle linee.
FS: Cosa l’ha colpito di più dei Dolphins Ancona in finale e come li avete preparati strategicamente con lo staff tecnico?
GS: Sono una squadra molto tattica con delle individualità ottime, veloci ed efficaci. Noi non abbiamo lasciato nulla al caso: abbiamo studiato e ci siamo allenati sotto il sole… questo ci ha aiutato.
FS: Ha mai pensato di smettere? E ora, dopo questo trionfo, quale sarà il suo futuro? Resterà ancora sul campo?
GS: Ho pensato di smettere nel 2023. Giocare richiede molto impegno. Resterò sicuro in campo, spero con i Guelfi.
FS: Che messaggio vuole lanciare a tutti quelli che pensano che il football americano in Italia sia solo “uno sport per pochi”?
GS: In Italia c’è mancanza di informazione. Quando si pensa allo sport si pensa al calcio, il sistema vuole questo. Ma il football è uno sport bellissimo e per tutti. Chi pensa che sia per pochi è solo perché non lo conosce.

Foto ufficiale Guelfi
