Ai microfoni di Firenze Sport parla Marco Privitera, allenatore del Luco Mugello, pronto ad affrontare la sua seconda stagione consecutiva sulla panchina biancoblù nel campionato di Promozione.
FS: Marco Privitera, al secondo anno da allenatore dopo una scorsa stagione partita molto bene. Il Luco poteva fare qualcosa di più?
MP: «Sicuramente abbiamo avuto qualche difficoltà nel momento decisivo della stagione. Abbiamo perso Romanelli per la rottura del crociato, mentre Caprio veniva dalla rottura del crociato del marzo precedente. Maritato non ha quasi mai giocato e Mengozzi, nostro centrale difensivo, è rimasto fuori circa un mese e mezzo per la mononucleosi. Nel momento clou del campionato ci sono venute a mancare alcune forze e questo ha inciso».
FS: Il nuovo direttore sportivo Alessio Milani può essere considerato una sorta di tuo alter ego. Avete condiviso una campagna acquisti importante.
MP: «Alessio mi ha allenato una quindicina di anni fa, anche se avevo già 43 anni. Lui predilige un certo tipo di gioco, io magari ne vedo un altro, però abbiamo cercato di mettere insieme le nostre idee. Abbiamo parlato con più di cento giocatori e costruito una campagna acquisti importante. Sono arrivati ragazzi che hanno fatto la Serie D, altri l’Eccellenza. Noi ce la mettiamo tutta e spero che i ragazzi riescano a prendere anche il mio modo di essere».
FS: Hai detto che non ci sono particolari obiettivi, se non quello di divertirsi. Ma un obiettivo vero deve esserci?
MP: «Un obiettivo c’è per forza ed è quello di raggiungere la salvezza e permettere al Luco di rimanere in Promozione per il dodicesimo anno consecutivo. Devo ancora conoscere bene tutti i ragazzi: personalmente ne conosco soltanto cinque, mentre altri arrivano da fuori. Questa è la cosa più importante. L’obiettivo è rimanere nella categoria».
FS: Dal punto di vista tattico tu hai una tua idea di calcio, Alessio Milani ne ha un’altra. Dove può essere trovato il punto d’incontro?
MP: «Il punto d’incontro sarà cercare una quadratura sulla base dei giocatori che abbiamo scelto. Alessio predilige maggiormente anche l’aspetto fisico. Io sono abituato, avendo lavorato con allenatori come Serotti, Privitera e Morozzi, a un gioco più corto, cercando di arrivare alla porta attraverso una maggiore costruzione e non semplicemente con la pallonata lunga».
FS: Guardando un po’ più in alto, c’è un sogno nel cassetto per questa stagione?
MP: «Il mio sogno nel cassetto è arrivare nelle prime cinque. Lo scorso anno lo abbiamo sfiorato. Fino al pareggio con lo Iolo eravamo a due punti dal secondo posto, poi abbiamo avuto un calo. Abbiamo perso 2-0 su un campo difficile come quello dello Iolo, poi contro il Forte dei Marmi e abbiamo disputato una semifinale di Coppa non bellissima contro il Lebowski. Per il momento aspetto a dirlo troppo forte, però arrivare nelle prime cinque sarebbe davvero un bel sogno».
