Larissa Iapichino continua a far battere forte il cuore degli sportivi fiorentini. A Zurigo, nella cornice iconica del Letzigrund Stadion e sotto gli occhi di Roger Federer, la giovane atleta di Borgo San Lorenzo ha conquistato la sua seconda vittoria consecutiva in Diamond League nel salto in lungo. A soli 23 anni, Larissa porta il nome di Firenze ai vertici dell’atletica mondiale, entrando in un club esclusivo che annovera leggendarie campionesse come Brittney Reese e Ivana Spanovic.
La gara: grande sfida con Mihambo e Bryant
La serata si annunciava difficile: la tedesca Malaika Mihambo, dominatrice degli ultimi anni, ha subito messo la sua impronta con un 6.81. Ma Larissa non si è fatta intimidire. Dopo un nullo iniziale e un 6.74 di assaggio, al terzo tentativo ha piazzato un 6.93 impressionante, nonostante il vento contrario di -1.1 m/s. Un salto che ha fatto esplodere di gioia tifosi e amici fiorentini.
Vittoria di un centimetro, ma grande cuore
Il finale è stato palpitante: Mihambo ha tentato la rimonta con un salto da 6.92, fermandosi a un solo centimetro dal sorpasso. Dietro di loro, Claire Bryant e Kpatcha non hanno potuto impensierire l’azzurra. Per Firenze e la Toscana, è una vittoria che sa di orgoglio e continuità : la giovane Iapichino dimostra ancora una volta di essere pronta per le sfide più importanti.
Le parole della campionessa fiorentina
Entusiasta e determinata, Larissa ha dichiarato:
“Questo è il tempio dell’atletica. La mia prima volta qui e non pensavo fosse così magico. Ma da domani piedi per terra: tra poco ci aspetta una missione ancora più ardua. Ho lavorato tanto anche dal punto di vista mentale e voglio portare questa grinta ai Mondiali. Non vedo l’ora di confrontarmi con le migliori, sarà una bella sfida e voglio giocare le mie carte al meglio.”
Dal cuore di Firenze ai grandi palcoscenici mondiali
Larissa Iapichino rappresenta oggi un orgoglio per Firenze e per l’Italia intera. Con questa doppietta in Diamond League, la città può festeggiare la sua campionessa, pronta a volare verso i Mondiali e, chissà , lasciare ancora più il segno sulla storia dell’atletica.
