Monitoraggio scientifico e impatto minimo: il report FMI dimostra che il motociclismo fuoristrada è sostenibile. Emissioni venti volte sotto i limiti e spreco alimentare ridotto dell’85%
Per anni l’Enduro è stato guardato con sospetto dagli ambientalisti, ma oggi la scienza scende in campo per ribaltare il paradigma. I dati raccolti durante la Sei Giorni Internazionale di Enduro (ISDE), tenutasi a Bergamo nell’agosto 2025, parlano chiaro: se regolamentato e gestito con rigore, il motociclismo fuoristrada non ha un impatto ambientale significativo. Anzi, può diventare un modello di economia circolare.
Il report, reso noto oggi dalla Federazione Motociclistica Italiana (FMI), è il risultato di mesi di analisi meticolose condotte dalla Commissione Ambiente. Ecco i punti chiave che promuovono l’Enduro come sport sostenibile.
Aria pulita: emissioni 20 volte inferiori ai limiti
Il dato più sorprendente arriva dal monitoraggio atmosferico. Le centraline posizionate nei pressi del paddock hanno rilevato livelli di monossido di carbonio (CO) estremamente contenuti. A fronte di un limite di legge di 10 mg/m³, le emissioni medie si sono attestate intorno allo 0,5 mg/m³.
In pratica, l’impatto dei motori sulla qualità dell’aria è risultato venti volte inferiore alla soglia di guardia, smentendo l’idea di un inquinamento atmosferico massivo durante le competizioni.
Rumore sotto controllo e gestione dei rifiuti
Anche sul fronte acustico, la tecnologia ha dato ragione alla FIM (Federazione Internazionale). Grazie ai nuovi regolamenti “Sound limits”, il rumore dei mezzi in gara è rimasto costantemente entro le soglie previste dalla normativa, garantendo la convivenza tra l’agonismo e la tranquillità dei residenti.
La sostenibilità si è vista anche nella gestione dei materiali:
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Riciclo: oltre il 90% dei 760 kg di rifiuti prodotti è stato reimmesso nel ciclo del recupero o destinato alla produzione di energia.
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Spreco Zero: l’Hospitality FMI ha donato i pasti avanzati ad associazioni no-profit locali, riducendo lo spreco alimentare dell’85%.
Le parole del Presidente FMI Giovanni Copioli
“Quando lo sport è governato da regole e responsabilità, può convivere con l’ambiente in modo sinergico. Questi risultati dimostrano che l’Enduro non è un peso, ma una risorsa per il territorio. La sostenibilità per noi non è un vincolo, ma un fattore strategico di crescita”.
Progetto “Zero Emissioni”: il futuro è già qui
La Federazione non si ferma ai dati di Bergamo. A marzo verrà presentato a Roma il progetto “Zero Emissioni”: un piano di riforestazione che prevede la messa a dimora di alberi per mitigare le emissioni prodotte dai Campionati Italiani di Enduro 2026. Un’azione concreta in linea con le direttive sulla biodiversità del Ministero della Transizione Ecologica.
I numeri della sostenibilità a Bergamo 2025
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CO (Monossido di Carbonio): 0,5 mg/m³ (limite di legge: 10 mg/m³).
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Rifiuti gestiti: 760 kg (90% riciclati).
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Spreco alimentare: -85% (pasti donati al territorio).
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Oli e filtri recuperati: 1.500 kg di rifiuti speciali gestiti in sicurezza.
Photo credit: FMI
