Intervista al nuovo Coordinatore Nazionale Sport di +Europa: dal bonus ISEE di 25.000 euro alla sfida
degli impianti in Toscana
Lo sport come connubio tra “corpo e intelligenza”, ma anche come pilastro del benessere pubblico. Massimo Pieri, appena nominato Responsabile Coordinamento Nazionale Sport di +Europa, traccia la rotta del suo mandato. Con un’attenzione particolare alla Toscana e ai costi proibitivi per le famiglie, Pieri lancia una sfida alle istituzioni: trasformare l’attività fisica da semplice svago a materia scolastica fondamentale e strumento di salute preventiva.
MP: Innanzitutto, ringrazio Federico Eligi, Consigliere Regionale della Toscana, e Riccardo Magi, Segretario Nazionale, per la fiducia che hanno in me. Il significato della nomina è profondo perché quotidianamente sono alla ricerca spasmodica di un ragionamento per trovare e trasmettere il concetto di un giusto connubio come doveva essere fra Sparta ed Atene, cioè la parte fisica e l’intelligenza che si incontrano per avere una proiezione corretta dell’individuo al fine di migliorarne lo stile di vita.FS: Cosa l’ha spinta ad accettare questo incarico e quali competenze ritiene di poter mettere a disposizione dell’organizzazione?MP: Competenze adeguate al ruolo vista l’esperienza maturata, sia a livello sportivo che istituzionale. Ho accettato di aprire nuovi mondi politici e relazionali in un partito come Più Europa dedito ad altri valori fino ad oggi.FS: Quali sono i primi obiettivi concreti che si è posto per il coordinamento nazionale di Sport all’interno di +Europa?
FS: In che modo intende collegare la visione politica di +Europa con le esigenze reali dello sport e della salute pubblica?
MP: Innanzitutto, le famiglie dove ci sono tutte le realtà della vita quotidiana, oggi devono affrontare nuove realtà come la gestione di anziani, di adolescenti, del lavoro, del tempo libero e della salute. Tutto ciò crea al loro interno situazioni difficili da risolvere alle quali abbiamo il dovere di dare soluzioni che abbiano giuste opportunità fra costi e benefici e mettano in condizione il Paese di avere sviluppo e crescita.FS: Che tipo di attività, progetto o campagna pensa di lanciare nei prossimi mesi per coinvolgere i cittadini?
MP: Sicuramente organizzeremo convegni e meeting, sia con Federazioni che con Enti ed istituzioni per far sapere i nostri programmi in merito allo sport, al fairplay e all’inclusione sportiva in tutta Italia.FS: Lei ha presentato un programma intitolato “Lo sport come maestro di vita per le generazioni future”. In che modo questa visione guiderà la sua azione come coordinatore di Sport e Salute per +Europa, nel contesto toscano?MP: Dobbiamo riuscire a convincere la Regione e i Sindaci che le famiglie hanno bisogno d’aiuto economico. Per l’avviamento allo sport si spendono minimo 100 euro al mese a famiglia e non è tollerabile continuare in questo modo. Lo sport deve avere sviluppo nei giovani e non solo, quindi le Amministrazioni hanno il dovere di mettere in campo opportunità e non discorsi.FS: Il testo sottolinea l’importanza dell’inserimento dello sport nell’Articolo 33 della Costituzione. Quali passi concreti ritiene necessari affinché questo riconoscimento non rimanga solo formale, ma si traduca in maggiori tutele per i cittadini toscani?
MP: Per i cittadini italiani, non solo toscani, penso di far diventare l’educazione fisica una materia importante nelle scuole e, come avviene in molti paesi, se non si raggiungono standard elevati, si potrebbe essere rimandati. È una questione culturale italiana. Dobbiamo e possiamo migliorare.
FS: In Toscana, circa il 36,5% della popolazione non pratica sport né attività fisica. Quali sono le strategie prioritarie per coinvolgere quella fascia di popolazione che non svolge alcuna attività?
MP: Federazioni ed enti di promozione stanno già lavorando per l’accesso all’attività sportiva. Lo Stato deve trovare nuove risorse per lo sport e non mettere un Ministro dedicato che poi è costretto a gestire briciole.
FS: I dati dell’Agenzia Regionale di Sanità mostrano che le donne praticano meno sport rispetto agli uomini, specialmente in età adulta (23,2% contro 29,6%). Ha in mente iniziative specifiche per colmare questo gap di partecipazione?
MP: Per fortuna questo dato attualmente è in controtendenza e anche il sesso femminile sta aumentando la pratica sportiva. Anzi, le donne possono e dovranno essere un traino, ad esempio, per i più giovani.
FS: Il documento evidenzia che il costo annuo per un giovane che pratica sport si aggira sui 1.200 euro. La sua proposta è di aumentare la soglia ISEE per lo “Sport Bonus” da 15.000 a 25.000 euro: come pensa di finanziare questa misura?
MP: Innanzitutto, con i soldi europei e statali che ci sono ma vanno messi a disposizione delle amministrazioni locali. Le famiglie che soffrono a livello economico vanno aiutate innalzando la soglia ISEE.
FS: È emerso che molti impianti toscani sono vetusti e solo il 40% dei comuni è riuscito a usufruire dei bandi regionali. Come si può semplificare l’accesso a questi fondi per permettere a più amministrazioni di ammodernare le strutture?
MP: Ci sono nuove opportunità per innovare e rendere più efficienti i nostri impianti sportivi. Pian piano anche i dirigenti dei Comuni capiranno che la partnership pubblico/privato è vincente e il 40% sarà notevolmente superato.
FS: Nel programma si parla di far utilizzare le palestre scolastiche “tutto l’anno, tutto il giorno e nelle ore serali”. Quali sono gli ostacoli burocratici da superare per creare questa sinergia tra comuni e istituti scolastici?
MP: Più che ostacoli culturali abbiamo un numero di impianti limitato rispetto alle varie associazioni sportive esistenti. I comuni devono essere visionari e non pensare solo ai campi da calcio ma progettare piscine e palestre che attualmente mancano.
FS: Con il 26% della popolazione toscana sopra i 65 anni, lei propone sgravi fiscali per gli anziani che praticano attività motoria continuativa. In che modo questa misura può aiutare a ridurre i costi del sistema sanitario regionale?
MP: Bisogna crederci ed avere una visione del settore pubblico diversa improntata al futuro, cambiando sistema e innovando.
FS: Lo sport viene indicato come strumento per insegnare disciplina, resilienza e gestione del conflitto. Come coordinatore, come intende supportare i progetti come “Un battito d’ali per lo sport” dedicati alla disabilità?
MP: Stiamo prevedendo un gruppo di lavoro dedicato a questo tema che porterà iniziative e proposte ad enti e istituzioni.
FS: Il documento cita un “Patto per il futuro della Toscana”. Qual è il primo traguardo che lei vorrebbe raggiungere entro il prossimo anno per far sì che la Toscana diventi un modello nazionale di benessere psicofisico?
MP: La nostra Regione, dopo 5 anni di delega sport gestita da Presidente, dovrebbe avere un assessore allo sport per poter sviluppare il tema a fondo e migliorare comune per comune, la gestione degli impianti e di tutte le attività sportive, ma dovrebbe avere anche uno sguardo posto al futuro.
FS: Come intende lavorare con le istituzioni locali, associazioni sportive e reti territoriali per ottenere risultati tangibili?
MP: Saremo a disposizione di tutti per qualsiasi iniziativa che ci sarà proposta e saremo portatori di opportunità con l’auspicio che ci possano ascoltare.
FS: Quali partner istituzionali o organizzazioni ritiene fondamentali per raggiungere gli obiettivi del suo coordinamento?
MP: I nostri referenti in ogni regione e la Direzione nazionale di +Europa che spero mi aiuti a diffondere novità e verbo di questa difficile e fondamentale materia.
FS: Quali sono le principali sfide che vede oggi nel promuovere la salute attraverso lo sport nel contesto italiano?
MP: La voglia di cambiare, di guardare al futuro e di migliorare i mezzi tecnici e le risorse umane a nostra disposizione.
FS: In che modo intende integrare i valori europei di +Europa con le politiche di salute e sport a livello nazionale?
MP: I nostri valori per un’Europa unita, Stati Uniti dell’Europa, si integrano con la visione che abbiamo della nostra società vedendola in un’ottica di attività fisica intesa come sport e salute.
FS: Quali messaggi chiave vorrebbe che il pubblico portasse via da questa intervista riguardo al suo ruolo e alle sue priorità?
MP: Correttezza, fairplay e cambiamento.
FS: Guardando a 5 anni da oggi, come vorrebbe che fosse cambiato il panorama dello sport e della salute grazie al suo lavoro?
MP: Vorrei fosse un po’ meno “sconosciuto” e più praticato e che facesse divertire e sognare tanti giovani e tanti uomini e donne.
FS: C’è un episodio o un’esperienza personale che ritiene l’abbia preparata per questo ruolo?
MP: Sono cambiato molto caratterialmente rispetto a quando ero praticante agonista. Faccio parte dell’Associazione Calcio Fairplay e questi anni con loro mi sono serviti per imparare e migliorare. Ho anche una gran voglia di continuare a lavorare insieme per gli altri.

