Sorpasso spettacolare all’ultimo giro per l’azzurro. Gloria Ioriatti sfiora il podio nei 1.500 metri chiudendo quarta per pochi millesimi
Si chiude con uno splendido argento e ottimi riscontri per l’Italia la tappa inaugurale dell’ISU World Tour di short track al Pacific Coliseum di Vancouver. Dopo il podio conquistato sabato da Gloria Ioriatti nei 1.000 metri, la giornata conclusiva ha regalato un’altra perla al movimento azzurro grazie alla prestazione magistrale di Thomas Nadalini.
La gara maschile: capolavoro di Nadalini sui 1.000 metri
Il 24enne trentino delle Fiamme Oro ha conquistato un fantastico secondo posto nei 1.000 metri, mettendo a segno il secondo podio individuale della propria carriera nel massimo circuito internazionale. Nadalini è stato protagonista di uno spettacolare sorpassomultiplo nel corso dell’ultimo giro, cedendo solo al neerlandese Jens Van’t Wout e mettendosi alle spalle il coreano Bae Seo-chan.
Sulla medesima distanza, Luca Spechenhauser (C.S. Carabinieri) ha chiuso in 8ª posizione complessiva (terzo nella Finale B).
Il settore femminile: Ioriatti sfiora l’impresa nei 1.500 metri
In campo femminile, Gloria Ioriatti (Fiamme Oro) ha confermato il suo eccezionale stato di forma sfiorando una nuova medaglia. La 26enne trentina ha chiuso al quarto posto nei 1.500 metri, battuta al fotofinish per una manciata di millesimi dalla belga Hanne Desmet e dalla coreana Choi Min-Jeong (vittoria alla canadese Courtney Sarault). Per Ioriatti si tratta comunque del secondo miglior risultato in carriera.
Nella stessa prova, Chiara Betti ha ottenuto il 12° posto finale (quinta nella Finale B).
Staffette e prossimo appuntamento
Nelle competizioni a squadre, la staffetta mista ha conquistato la vittoria nella Finale B chiudendo al 5° posto assoluto, mentre la staffetta maschile ha terminato al 4° posto nella Finale B (8ª posizione totale).
Il circo dello short track internazionale resta in Canada: la seconda tappa del World Tour è in programma a Montréal da venerdì 30 ottobre a domenica 1 novembre 2026.
Photo credit: Dominic Tanguay
