A un passo della finalissima del Calcio Storico Fiorentino tra Rossi e Azzurri, abbiamo raccolto le parole di Athos Rigucci, storico capitano di Santa Croce, che domani sarà chiamato a sostituire l’allenatore dalla panchina a causa della sua squalifica. Tra emozioni, tensione, gratitudine verso i tifosi e fiducia nel gruppo, Rigucci racconta il clima che si respira nel quartier generale azzurro a poche ore dalla sfida più importante dell’anno.
FS: Che clima si respira nello spogliatoio azzurro alla vigilia di una finale così sentita contro i Rossi?
AR: Il clima che si respira prima di una finale è sempre particolare. C’è un mix di adrenalina, tensione e tante domande che ti passano per la testa. È una notte quasi insonne, perché siamo carichi al massimo e concentrati sull’obiettivo di arrivare pronti a una partita così importante.
FS: Quale pensi possa essere la chiave tattica e mentale per portare a casa la vittoria domani?
AR: Negli ultimi anni la rivalità degli Azzurri è stata soprattutto con i Bianchi, ma adesso è emersa una squadra forte come quella dei Rossi. Ci aspetta un compito duro e impegnativo. Cercheremo di farci trovare il più pronti possibile e di rendere la vita difficile a una squadra che ha dimostrato tutto il suo valore.
FS: Hai giocato tante partite importanti: cosa rende speciale una finale Rossi-Azzurri rispetto alle altre?
AR: Ogni finale ha una storia a sé. Quella contro i Rossi arriva dopo anni in cui il confronto principale era con i Bianchi. Questo rende la sfida diversa e speciale, perché affrontiamo una squadra forte e in grande crescita, in una partita che vale tutto.
FS: Se potessi dire una cosa ai tifosi di Santa Croce che domani riempiranno Piazza Santa Croce, quale sarebbe?
AR: L’unica cosa che voglio dire ai nostri tifosi è grazie. Ci hanno sempre sostenuto, non solo in Piazza Santa Croce, ma durante tutto l’anno. Ci accompagnano fino all’arrivo in Piazza Santa Maria Novella e ci fanno sentire il loro affetto e la loro vicinanza in ogni momento.
FS: Negli anni hai dimostrato che gli Azzurri non mollano mai: quale messaggio hai dato ai ragazzi prima di questa finale?
AR: In questo periodo i messaggi importanti li hanno dati altre persone. È cambiato lo staff: io ero il capitano, adesso c’è Marcelo insieme a Marcello Trotta. Sono loro che hanno parlato alla squadra e che devono trasmettere i messaggi più importanti. Io oggi sono più in disparte rispetto a questi ruoli. Domani sostituirò l’allenatore, che è squalificato, ma credo sia giusto che certe parole arrivino dal capitano e dallo staff tecnico.
