L’attesa è finita. I Verdi di San Giovanni si preparano a scendere in campo contro i Rossi di Santa Maria Novella in una delle sfide più sentite del Calcio Storico Fiorentino. Alla vigilia della partita abbiamo raccolto le parole di Giovanni Prezioso, che ci ha raccontato emozioni, ricordi e sensazioni di chi vive questa tradizione dall’interno. Un’intervista sincera, tra adrenalina, appartenenza e quel richiamo irresistibile che ogni anno riporta i calcianti sul sabbione di Piazza Santa Croce.
FS: Giovanni, come sta vivendo l’avvicinamento a questa partita?
GP: “Come ogni anno ci sono paura, ansia, ma anche determinazione, concentrazione e convinzione. Si alternano momenti di tensione ad altri di tranquillità. Fa parte del percorso che porta alla partita.”
FS: C’è un momento del Calcio Storico che si porta sempre dentro?
GP: “Il rullo dei tamburi. Per me è il suono più bello che esista. Ogni volta che lo sento mi vengono i brividi. È il rumore della guerra.”
FS: Com’è cambiato Giovanni Prezioso da quando ha iniziato a giocare?
GP: “Oggi sono sicuramente più consapevole di quello che posso dare alla squadra. L’esperienza e gli allenamenti mi hanno aiutato tanto. Cerco anche di dare una mano ai ragazzi che esordiscono, perché certe emozioni le abbiamo provate tutti. Ansia, dubbi, adrenalina… fanno parte del gioco. Anzi, se non le provi forse questo non è il posto giusto per te.”
FS: Cosa la emoziona ancora quando entra in Piazza Santa Croce?
GP: “La piazza. Vederla piena di gente è qualcosa di incredibile. In quei momenti sembra davvero di fare un salto indietro nel tempo.”
FS: C’è un avversario che ha sempre rispettato particolarmente?
GP: “Ci sono avversari che rispetto e altri no. A quelli che rispetto l’ho sempre detto di persona.”
FS: Il compagno con cui si è trovato meglio in campo?
GP: “Per il ruolo e per il rapporto che ci lega, dico Luca Bertarelli. È il compagno che tutti vorrebbero avere: esperto, intelligente, forte e con una grande visione di gioco. Ma soprattutto è uno che crede in te anche quando sei tu il primo a non farlo.”
FS: È stato una sorta di mentore?
GP: “Sì, assolutamente. Oggi sto benissimo con tutti i ragazzi del reparto, ma Luca è stato qualcosa di più di un compagno di squadra. Per me è stato un vero mentore.”
FS: Quanto conta il gruppo fuori dal campo?
GP: “Siamo tanti ed è normale che non si possa andare d’accordo con tutti. Però quando si entra in piazza cambia tutto. Per quei 50 minuti chi indossa il costume verde è un fratello. E un fratello lo difendi e lo sostieni sempre.”
FS: Come spiegherebbe il Calcio Storico a chi non l’ha mai visto?
GP: “Gli direi di prendersi un giorno di ferie, perché per spiegargli tutto non basterebbero poche parole…” (ride).
FS: Che consiglio darebbe ai più giovani?
GP: “Di allenarsi seriamente durante tutto l’anno. Il livello atletico è cresciuto tantissimo e continua a crescere. Se vuoi fare la differenza devi lavorare. Altrimenti puoi anche allenarti ogni tanto, ma sai già quale sarà il risultato.”
FS: Un aneddoto che non dimenticherà mai?
GP: “Il mio esordio. Mi misi in guardia davanti a un Azzurro, lui partì con un calcio alto e io riuscii a pararlo all’ultimo momento. In quell’istante pensai: Qui si fa sul serio davvero’.”
Foto Verdi Sangiovanni

