Giovanni Scialdone è uno dei protagonisti dei Guelfi Firenze, freschi Campioni d’Italia per il secondo anno consecutivo dopo il successo per 53-43 contro i Panthers Parma nell’Italian Bowl. Defensive back cresciuto nel vivaio viola, Scialdone faceva già parte dell’Under 16 dei Guelfi nel 2018 e oggi può festeggiare uno Scudetto conquistato con la prima squadra della società nella quale è cresciuto. In questa intervista racconta le emozioni del back-to-back, la forza del gruppo, l’importanza della difesa e il prossimo grande obiettivo: conquistare l’Europa.
FS: 53-43 contro i Panthers Parma e siete nuovamente Campioni d’Italia. Quando è finito l’Italian Bowl, qual è stato il suo primo pensiero?
GS: Il mio primo pensiero è stato: «Finalmente». La finale con Parma è arrivata con tante pressioni a livello mentale e riuscire a uscirne vincitori è stata un’emozione incredibile.
FS: Questo è il terzo Scudetto della storia dei Guelfi e soprattutto il secondo consecutivo: vincere è difficile, confermarsi forse lo è ancora di più. Quanto pesa questo back-to-back nella storia del gruppo?
GS: Pesa molto. Ci siamo resi conto che, se stiamo uniti e disciplinati, l’unica cosa che può farci perdere sono i nostri stessi errori.
FS: Avete concluso la regular season con un percorso perfetto, otto vittorie e nessuna sconfitta, arrivando fino al titolo. In quale momento della stagione ha capito che questi Guelfi potevano essere ancora più forti rispetto all’anno precedente?
GS: L’ho capito all’inizio, prima ancora che iniziasse il campionato. Percepivo la fame di vincere da parte di tutta la squadra, una componente chiave che ci ha permesso di conquistare il back-to-back.
FS: La finale contro Parma è terminata 53-43, quindi è stata una partita con tantissimi punti. Per lei che gioca defensive back, che tipo di difficoltà presenta affrontare un attacco in una gara così aperta e spettacolare?
GS: Sicuramente devi stare sempre sul pezzo, non puoi permetterti di rilassarti. Da defensive back anche un piccolo errore può trasformarsi in un touchdown.
FS: I Panthers erano anche l’unica squadra che era riuscita a battervi nelle precedenti quattro stagioni. Quanto rende ancora più speciale aver conquistato lo Scudetto proprio contro Parma?
GS: Molto più speciale. Come ho detto prima, questa finale arrivava con molta pressione a livello psicologico. Essere riusciti a vincere e a superare questo “trauma” è stata una vera e propria liberazione.
FS: Prima della finale avevate superato i Dolphins Ancona 48-21, conquistando la quinta partecipazione consecutiva all’Italian Bowl. Cinque finali di fila: cosa c’è nella mentalità dei Guelfi che permette alla squadra di rimanere così stabilmente ai vertici?
GS: Fame. Non soltanto fame di vincere, ma fame di essere dominanti. E sicuramente abbiamo un’intesa all’interno del gruppo veramente alta. Quando siamo insieme ci sentiamo come una famiglia, nonostante veniamo da background completamente differenti, sia per abitudini sia per luogo di origine.
FS: È cresciuto all’interno dei Guelfi e risultavi già nel roster dell’Under 16 nel 2018. Che effetto fa ripensare a quel Giovanni e ritrovarsi oggi Campione d’Italia con la prima squadra della stessa società?
GS: È una bellissima sensazione. Ripensando a quel Giovanni che si è fatto tante promesse devo dire che mi scende una lacrima. Essere riuscito a mantenere la costanza e la fame di migliorare mi rende veramente fiero di me stesso. Chiaramente siamo solo all’inizio.
FS: Ventidue vittorie consecutive nelle competizioni nazionali rappresentano un’enormità. Quando si costruisce una striscia del genere aumenta maggiormente la consapevolezza della propria forza oppure la pressione di essere la squadra che tutti vogliono battere?
GS: Entrambe. Ci rendiamo conto di essere un’ottima squadra, capace di vincere. La pressione che ne deriva non è semplice da gestire, ma credo che sentirsi in famiglia aiuti molto in questo tipo di scenario. Ognuno di noi sa che, se sbaglia, ci sarà qualcuno pronto a rimediare all’errore e questo ci porta a giocare con maggiore tranquillità.
FS: Nel football americano spesso si parla molto di quarterback, touchdown e fase offensiva. Dal punto di vista di un defensive back, quanto del successo di questi Guelfi nasce invece dal lavoro della difesa e dalla preparazione tattica durante la settimana?
GS: Se lo chiedi a me, veramente tanto! Penso che il nostro attacco sia una macchina da guerra, ma i filmati parlano. Senza la nostra difesa, la semifinale del 2025 e la finale del 2026 non avrebbero avuto lo stesso risultato. Penso che il frutto di questi due anelli sia proprio questo: un attacco straordinario e una difesa molto solida.
Sono due cose che, purtroppo, sono mancate nel primo tempo della semifinale europea. Vorrei però che alla difesa dei Guelfi venisse riconosciuto il giusto merito.
FS: Ha già vinto, si é confermato Campione d’Italia e fa parte di una squadra che sta segnando un’epoca del football americano italiano: qual è adesso l’obiettivo di Giovanni Scialdone? C’è ancora un sogno sportivo che vuole realizzare con i Guelfi?
GS: Assolutamente sì: il trofeo CEFL. Vincere la Champions adesso è l’obiettivo di tutta l’organizzazione. Vincere facile non piace a nessuno.

