Della storia del Motovelodromo delle Cascine racconterò sabato 14 marzo, direttamente sulla pista, in occasione della Pedalata Rosa organizzata dalla Lastrense (il giorno dopo si disputerà la ciclostorica).
Del secondo velodromo fiorentino poco si sa, se non che dalle sue ceneri nel 1926 fu realizzato il ben piĂą noto campo da calcio della nascente Fiorentina.
Come riporta Wikipedia: «Tuttavia, prima del 1926, lo stadio era principalmente famoso come velodromo; inaugurato per questa funzione il 16 luglio 1922, ospitò infatti l’arrivo della terza tappa del Giro d’Italia del 1923, vinta da Costante Girardengo che batté in volata Pietro Linari, e dalla seconda tappa del Giro d’Italia del 1924 conquistata da Federico Gay. Gaetano Belloni vinse qui il Giro d’Italia in pista, su 100 giri pari a 34 km, davanti a Linari, e il “Bellini” fu sede anche di una sfida storica tra Girardengo e Alfonsina Strada, ciclista pioniera della parificazione sportiva, tra uomo e donna».
Insomma una vita brevissima, ma molto densa. Due tappe del Giro d’Italia, vari tentativi di record (ereditando quanto fatto negli anni precedenti sul Luigi Pontecchi, altro nome dato al Velodromo delle Cascine in quegli anni).
Nel 1923 al Bellini si tiene un altro confronto tra ciclisti di generi diversi. Da una parte il Diavolo Rosso Gerbi un po’ in là con l’età , ma che nel 1932 parteciperà a 47 anni ancora al Giro d’Italia, e la “novità ” Alfonsina Strada. Alfonsina parteciperà anche al Giro d’Italia del 1924, ma sarà vista come un fenomeno da mostrare nelle piste più che ammantarla di vera dignità sportiva.
Il campo della Libertas ospiterà le partite della Fiorentina fino al 1931, quando sarà realizzato un nuovo stadio nella zona di Campo di Marte «Progettato da Pier Luigi Nervi su iniziativa del marchese Luigi Ridolfi da Verrazzano, lo stadio venne inaugurato il 13 settembre 1931 con un’amichevole contro l’Admira Wien sull’area in cui sorgeva l’aerodromo di Firenze-Campo di Marte. Intitolata inizialmente a Giovanni Berta, nel dopoguerra la struttura divenne “stadio Comunale”».
Il Bellini rimase in funzione come campo di calcio durante il periodo fascista e come ritrovo per le adunate.
«Durante la seconda guerra mondiale, le tribune in cemento armato vennero adibite a rifugio antiaereo. Lo stadio venne poi demolito negli anni cinquanta a causa della favorevole locazione del campo nel contesto urbano della città , lasciando spazio allo sviluppo edilizio in corso nel quartiere; nel punto in cui sorgeva il “Bellini” sorsero un caseggiato e via Claudio Monteverdi»
Adesso è facile passare da Via Maragliano e spesso fermarsi al semaforo di Via Bellini. Difficile è pensare che a poche decine di metri ci sia stato un velodromo, immersa com’è la via tra palazzi e palazzine. Nel 2016 (per i 90 anni della fondazione della Fiorentina) è stata apposta una targa che ne ricorda il campo da calcio, lasciando però nell’oblio il suo passato di pista per le ruote veloci.
Marco Pasquini
