Intervista esclusiva al giovane talento del karting italiano, tra obiettivi concreti e la nuova maturità sportiva.
Il karting è un mondo spietato e meraviglioso, dove il talento grezzo viene forgiatosi nell’arco di una stagione. Riccardo Bianchi, classe 2008, lo ha imparato a sue spese, trasformando uno start complicato nel 2025 in una serie di sei podi conquistati e una pole con annesso un prezioso ingaggio con la New Drivers Promotion. Ora, alla vigilia della stagione 2026, non si parla più di semplice crescita, ma di una metamorfosi consapevole. In questa intervista, Riccardo ci svela il percorso che lo ha portato a essere un pilota diverso, gli obiettivi misurabili della nuova stagione e come il mix di passione digitale e sacrificio reale stia plasmando il suo futuro tra i rettilinei e le curve dei tracciati italiani.
– Quali saranno i campionati protagonisti della tua stagione?
Quest’anno continuerò sempre con CKF (campionato karting Ferrara) e Extrema Sprint Series. Ovviamente il budget per ora, non avendo sponsor, è limitato quasi come l’anno scorso e non ho le possibilità di fare un salto in avanti di categoria kart. Però non sono da sottovalutare questi campionati perché ci sono piloti molto forti, siccome sono anche nelle categorie più forti. L’obiettivo è sempre quello di vincere il più possibile e farmi notare da futuri sponsor.
– Qual è la differenza principale tra il Riccardo del 2025 e quello del 2026?
Non c’è una differenza principale, perché sono migliorato in tutto. Partendo da zero, la curva di crescita è salita esponenzialmente sia nei tempi, sorpassi, qualifica e tante altre cose. Penso però che ho fatto uno switch mentale dall’inizio che è stato il vero cambiamento. Molti pensano che basta accelerare e frenare, ma non è così, anzi molte volte se sai fare solo quello non diventerai mai un campione ma solo un pilota della Domenica. La differenza principale però sta nella consapevolezza che ho acquisito, perché so che posso lottarmela con tutti e non vedo l’ora di farlo. Come disse Max Verstappen “Sono il miglior pilota perché credo di essere il migliore, perché ogni pilota deve pensare così, altrimenti è meglio restare a casa.” Condivido in pieno la sua mentalità, se parti col pensiero di essere inferiore, non vincerai.
– Parliamo di obiettivi concreti. Cosa ti aspetti dal 2026?
Voglio vincere. Lo dico con umiltà, ma con determinazione. I sei podi del 2025 mi hanno dato la conferma di poter lottare in prima fila. Ora è il momento di trasformare quelle prestazioni in vittorie. Punto ad alzare il numero di podi e a conquistare più vittorie possibili. La pole position dello scorso anno mi ha dato fiducia nelle mie capacità in qualifica, devo partire sempre da lì. Poi spero di fare altri test su kart da competizione ma non tanto per farli, per trovare una possibilità in qualche team con vari sponsor ed infine sto lavorando ad un progetto, che sarà un talent, a cui vorrei tanti partecipare.
– cosa fai quando non sei in pista o al simulatore?
Ti rispondo con un’altra domanda, quando non sono al simulatore ? Penso che l’ossessione sia una delle caratteristiche fondamentali per diventare forte e dominante. Poi ovviamente ci sono momenti dove stacco la testa e non faccio “nulla”, giusto per rilassarmi quell’attimo, penso che il momento più lungo dove stacco la testa è quando seguo le partite del Bologna. Però siccome non ho le possibilità di fare tanti test o comunque stare in pista, il simulatore è essenziale per percepire i fondamentali che non posso assaporare sul kart con tanti test.
– Un consiglio che ti ha dato un pilota più esperto che porti sempre con te?
Ricordo due episodi in particolare, uno era un po’ prima di metà stagione nel campionato CKF, dove un pilota molto esperto con il quale avevo combattuto (e anche superato) a fine gara mi disse che in confronto a molti altri lì ero stato molto pulito e corretto nella battaglia. L’altro episodio è simile, perché non è un consiglio tecnico di come fare una curva ma quando ho fatto un test sul tony kart, il proprietario che ovviamente ha vissuto la propria vita nel motorsport e di esperienza ne ha, mi ha detto “continua a guidare pulito come stai facendo, che funziona anche su questi kart da competizione”. Ho ricevuto anche qualche consiglio tecnico, ma questi consigli sono quelli che ritengo più importanti perché vuol dire che non sono solo un pilota della Domenica ma che se trovo le giuste opportunità, posso fare veramente qualcosa nel Motorsport.



