C’è un momento, nella carriera di ogni pilota, in cui il kart smette di essere l’unico mondo conosciuto e diventa il punto di partenza per qualcosa di nuovo. Per Riccardo Bianchi, quel momento è arrivato a Pomposa, in una sera di caldo intenso, al volante di una Renault Clio Cup V5.
Tre sessioni, tra le 18:00 e le 20:30, contando anche il tempo dedicato all’analisi dei giri con il team. Non una gara, ma un test di quelli che lasciano il segno, in una peraltro nuova per lui.
Un’altra macchina, un altro modo di guidare
Chi arriva dal kart e si siede per la prima volta in una vettura turismo scopre subito che le sensazioni non si trasferiscono in automatico. Cambiano le misure, cambiano i riferimenti, cambia soprattutto il modo di affrontare la curva.
“Il kart è completamente diverso, in auto devi gestire molte più cose,” racconta Riccardo. “Banalmente anche solo la grandezza è un fattore importante perché devi gestire gli spazi.” Il freno, in particolare, richiede un cambio di approccio totale: niente più ingressi in curva frenando come si fa abitualmente in kart. “Bisogna frenare a ruote dritte e poi aiutarsi, ma pochissimo, col freno a far ruotare l’auto, per poi sfruttare tutta la pista.”
L’altra novità, forse la più ostica, è stata la frizione in partenza. Una variabile che il kart semplicemente non prevede. “Ho avuto più difficoltà a gestire la frizione per partire, perché era una cosa completamente nuova,” ammette Riccardo. Una difficoltà condivisa, a quanto pare, anche da chi ha molta più esperienza: “Anche l’istruttore mi ha detto che pure chi ha molti anni di kart alle spalle, con la frizione all’inizio fa fatica.”
Eppure, superato il primo ostacolo tecnico, qualcosa è scattato quasi subito. “Sin dal primissimo giro mi sono trovato bene e confident in auto, anche se non avevo mai provato una cosa del genere: solo qualche test su Tillotson e Tonykart.” E quando il ritmo è cresciuto, è arrivata anche la sensazione che più conta per chi guida: “Quando ho iniziato a spingere di più, sentivo proprio meglio il peso della macchina, e quindi il bilanciamento che si spostava, e come gestirlo.”
I numeri di una sera di caldo
Tre sessioni, condizioni meteo tutt’altro che semplici, asfalto reso lento dal caldo. In questo contesto, Riccardo ha fermato il cronometro su 1:06.9. Per inquadrare il dato, l’istruttore gli ha spiegato che i tempi dei piloti professionisti su quella pista si collocano tra l’1:03 alto e l’1:05 basso, ma in condizioni di asfalto migliore e non sotto il caldo che ha accompagnato la sessione di Pomposa.
Un primo riferimento, dunque, più che un verdetto: il margine c’è, ma il punto di partenza è solido.
Il giro da solo
Tra tutti i momenti della giornata, uno resta impresso più degli altri. Per le prime sessioni l’istruttore lo ha affiancato dall’abitacolo, guidandolo nelle scelte di traiettoria e frenata. Poi, a un certo punto, lo ha lasciato andare da solo.
“Lì mi sono sentito proprio libero, io e la macchina da soli,” racconta Riccardo. “Una sensazione unica.”
È in quei pochi minuti, probabilmente, che il test ha smesso di essere solo un esercizio tecnico ed è diventato qualcosa di più personale: la prima vera presa di contatto, senza rete, con un mondo diverso da quello in cui è cresciuto.
Il team dietro al test
Il test è stato organizzato con il team Track and Go, con Gabriele Lancieri nel ruolo di istruttore. Un supporto che si è rivelato prezioso non solo nella correzione tecnica in pista, ma anche nel dare a Riccardo un contesto realistico in cui leggere i propri tempi e i propri margini di miglioramento.
Un punto di partenza
Resta la sensazione di un primo passo riuscito: poche ore di guida, un riferimento cronometrico chiaro, e la conferma che il feeling con la macchina, quello vero, è arrivato in fretta. Da Budrio, dove tutto è cominciato tra i rental kart, a Pomposa, dove per la prima volta Riccardo ha sentito sotto le mani il volante di una vettura turismo: un passaggio che racconta bene la direzione in cui la sua crescita come pilota sta andando.
Instagram: https://www.instagram.com/paddock.ricc/

